Salone del Mobile, "Onde" e Distribuzione Multicanale

Faccio finta di essere ancora giovane, eppure era un’altra “epoca commerciale” quando sono stato per la prima al Salone del Mobile di Milano…era il 1998 ed ero un giovane studente di Economia Aziendale, figlio di mobiliere brianzolo.
Oggi siamo in un’altra epoca, non per la crisi, non per la chiara tendenza del settore arredo verso la concentrazione, non per il cambiamento profondo dei consumatori in ogni settore: siamo in un’altra epoca commerciale perchè è arrivato, a partire dal 1995, con uno degli acronimi più famosi di sempre…il World Wide Web.

Cerco di essere quanto più sintetico possibile circa la portata della rivoluzione digitale sulla vita di tutti noi e certamente sul business.
Il libro “La Terza Onda”, di Alvin Toffler, è stato pubblicato nel 1980, ed è entusiasmante sapere che delle menti illuminate avevano previsto tutto, dall’intelligenza artificiale all’era digitale.
Toffler descrive tre tipi di società basati sul concetto di “onda”: ogni onda fa superare le tipologie di società e le culture più antiquate.
* La Prima Onda è la società agricola stanziale che ha dominato la maggior parte del mondo dopo la Rivoluzione Neolitica (che sostituì le culture nomadi cacciatori e raccoglitori)
* La Seconda Onda è la società dell’Età Industriale ed è iniziata in Europa con la Rivoluzione Industriale, per poi diffondersi nel resto del mondo
* La Terza Onda è la società post-Industriale, con un’economia basata sull’automazione dell’informazione (!).

Per comunicare la portata di questa logica guardiamo ai tempi di diffusione mondiale di ogni onda: la Prima Onda ha impiegato millenni per diffondersi ovunque nel mondo, la Seconda Onda ha chiesto secoli, la Terza Onda ha cambiato il mondo in pochi decenni!
La Terza Onda ha scardinato ogni preconcetto sul business. La più grande azienda di taxi al mondo (Uber) non possiede automobili, le più grandi piattaforme di contenuti al mondo (Facebook o YouTube) non creano contenuti; il più grande distributore al mondo (Alibaba) non possiede un magazzino, e il più grande fornitore di servizi di accoglienza (Airbnb) non possiede immobili…potremmo proseguire ma penso che i nomi citati siano sufficientemente autorevoli.

Una domanda retorica.
Siamo quindi sicuri che per distribuire arredamento servano ancora i cataloghi cartacei, gli agenti, le fiere, e i negozi?
Siamo sicuri che per distribuire arredamento serva veramente tutto quello che si è dato per scontato negli ultimi decenni?
Non vogliamo certo affermare che in futuro non serviranno del tutto i cataloghi cartacei, continueranno ad essere stampati, solo seguiranno concetti editoriali diversi e verrano stampati in un minor numero di copie; gli agenti di commercio continueranno a svolgere il loro ruolo, ma il loro ruolo evolverà verso un’attività di consulenza sul territorio e certamente ci saranno meno agenti che serviranno aree più ampie; le fiere continueranno a tenersi, ma solo quelle che offrono valore (per esempio una fiera mondiale come il Salone del Mobile, mentre invece le fiere locali soffriranno sempre di più); i negozi continueranno ad esistere, ma certamente diminuiranno di numero e per superficie media.
Qual è quindi la rivoluzione che stimolerà tutti questi cambiamenti?
La distribuzione multicanale, o multichannel retail.

Il Web, la sua visibilità ed interattività, gli approcci editoriali, l’automazione dei processi informativi, transattivi ed info-logistici, permettono oggi l’integrazione fra Web e Retail per creare una nuova distribuzione evoluta.
Non più “vendita online“, non più “distribuzione tradizionale“, ma una nuova distribuzione multicanale che integra efficacemente i vantaggi del Web (inequivocabili) con i vantaggi del Retail (tuttora evidenti anche in un periodo di transizione come questo).

Personalmente ho iniziato a parlarne ai produttori di arredamento nel 2011…devo ammettere che era un po’ troppo presto, per vari motivi.
Nei tre anni a seguire è stato un crescendo di interesse, una crescita lenta, fatta di tanti dubbi, domande e attesa; ora le cose sono cambiate.
Ricorderò il 2015 come il punto di svolta, l’anno in cui anche i produttori di arredamento hanno preso coscienza della necessità di assumere un ruolo veramente attivo nella propria distribuzione, sapendo di poterlo fare in modo non invasivo proprio grazie alla distribuzione multicanale.
Mi piace pensare che le tendenze mondiali in atto nel retail in ogni settore abbiano contribuito (e guardiamo soprattutto a fashion ed automotive), ma mi piace anche pensare che il lavoro che Area D. ha svolto in questi anni abbia contribuito a stimolare i produttori di arredamento a muoversi in questa direzione.

Lo scorso martedì e mercoledì sono stato al Salone del Mobile di Milano: purtroppo (o per fortuna) ho potuto prestare poca attenzione alle tendenze ed agli arredi…ogni discorso con titolari e direttori commerciali ruotava intorno alle nuove tendenze della distribuzione, e finalmente c’è un vero interesse attivo nei confronti della distribuzione multicanale.

Non so come si distribuiranno mobili ed arredamento fra 30 anni, ma so di per certo come si distribuiranno per i prossimi 30 anni.
Integrando Web e Retail.