Realtà Aumentata & Arredo: si inizia a fare sul serio

Recentemente abbiamo scoperto una start-up taiwanese che sta sviluppando un nuovo approccio alla Realtà Aumentata: l’Augmented Reality può finalmente diventare uno strumento concreto per il business, ed ovviamente anche per la distribuzione di arredamento. In questi mesi ho avuto il piacere di relazionarmi ad iStaging, ed in particolare con Kevin Basset, Direttore Marketing.

Prima di scoprire cosa fa iStaging facciamo però un salto indietro nel tempo…

Nel 2008 in Area D. abbiamo iniziato a modellare in 3D sin dal 1° giorno: dopo pochi mesigiocavamo” con dei render piuttosto primitivi producendo immagini statiche e video (con dei tempi di lavorazione e di calcolo “biblici“): esistevano i software di disegno forniti dai produttori di cucine, ma un mobiliere che si dedicasse alla “modellazione” era una mosca bianca.

Nel 2009 pubblicavamo un tool per la visualizzazione online di modelli 3D navigabili (ora sembra scontato, ma vi assicuro che allora era qualcosa di veramente “rivoluzionario” trattandosi di una “prima volta” per il settore arredo).

Nel 2010 (dopo aver visto al cinema L’Era Glaciale 3) iniziavamo a sognare qualcosa che sta iniziando a concretizzarsi proprio quest’anno: ovvero di poter visualizzare degli oggetti in 3D, non sul monitor del proprio Pc, bensì “di fronte a sè“, e sognavamo di farlo usando degli occhiali 3D, o “magari in futuro addirittura degli ologrammi“. Pensavamo quindi ad una “realtà” in 3D, una realtà “illusoria”.

Nel 2011 sono apparsi anche nel settore arredo i primi esempi di “Realtà Aumentata” (Augmented Reality, AR): scaricavi il marker, lo stampavi, lo appoggiavi per terra e lo guardavi attraverso un dispositivo. Carino certo…ma allora valutammo lo strumento come “poco più di un giochino“.  Ora, in un’azienda come Area D. (il cui motivo d’esistenza è l’innovazione commerciale), si impara presto a non commettere un errore molto comune: osservare un’innovazione altrui (magari ancora “acerba“, e che deve crescere per dare i suoi frutti), valutarla negativamente solo perchè se ne osserva la portata attuale, e così svilirla definendola “inutile“…solo che poi quell’innovazione giunge a regime, dimostra la sua validità, e le aziende e le persone miopi sono ormai rimaste indietro.

Nel 2012 per questo motivo dicemmo della Realtà Aumentata:oggi è poco più che un giochino, e nella condizione attuale non c’è una diretta applicazione commerciale…ma attenzione, teniamo d’occhio l’evoluzione di questa tecnologia, perchè al momento giusto esprimerà il suo potenziale.

Perchè “in quel tempo” il nostro giudizio sulla Realtà Aumentata era così negativo?
Ecco alcune ragioni:
– essere obbligati a stampare il marker (scomodissimo);
– le errate proporzioni degli oggetti (da tarare manualmente!);
– scarso realismo grafico;
– l’impossibilità di aggiungere più oggetti;
– non poter camminare intorno all’oggetto;
– nessuna possibilità di personalizzare il proprio arredo;
– assenza di dispositivi hardware adeguati;
– assenza di un’ecosistema adeguato (il web era certamente diverso ed il mondo delle app era agli albori).

 

Nel 2016 ecco però si inizia a fare sul serio.

iStaging è appunto una start-up taiwanese; il fondatore Johnny Lee arriva dall’home-staging professionale e ha già avviato in precedenza altre start-up di successo (2 in particolare sono state quotate al Nasdaq e alla borsa di Taiwan).
iStaging nasce come società tecnologica che ha il proprio focus nello sviluppo di app 3D da applicare nei settori Real Estate, Interior Design e Furniture Retail.
La prima versione stabile di iStaging è già disponibile sia su Google Play (Android) che sull’Apple Store (iOs).

Nei mesi scorsi siamo stati contattati dal bravo Kevin Basset: ha scritto ad ArredaClick (il nostro portale multimarca che fortunatamente non passa inosservato anche a livello globale) e abbiamo avviato un dialogo ed un confronto molto interessanti proprio sui temi del 3D applicato alla distribuzione di arredamento…uno scambio ancor più interessante perchè approcciamo la stessa materia da due punti di vista complementari, Area D. società di distribuzione di arredamento che usa la tecnologia come presupposto fondamentale della propria strategia, iStaging società di tecnologia 3D che ha scelto l’arredo come ambito principale in cui operare, naturale che emergesse una collaborazione.
Infatti, per il brand HomePlaneur (distribuzione monomarca ed omnichannel), abbiamo avviato una collaborazione attiva con iStaging: alcuni arredi HomePlaneur sono già disponibili all’interno dell’app iStaging, e nei mesi a venire aggiungeremo progressivamente altri tasselli, sia all’interno dell’app che all’interno del portale.

E’ per noi entusiasmante riscontrare che iStaging collabora attivamente con Google (per Project Tango), Intel (per RealSense), e poi Microsoft, Htc, Acer…insomma, una start-up molto ben finanziata, con esperienza organizzativa, un solido team di sviluppatori, con stretti rapporti di collaborazione con le migliori aziende al mondo, e che sta correndo a grande velocità.

…ma quindi, oltre ai grandi nomi con cui collabora, cos’ha di speciale iStaging, e perchè quindi è cambiata la nostra visione sulla Realtà Aumentata?
Ecco alcune ragioni:
– nessun marker da stampare (finalmente!);
– le proporzioni degli oggetti sono automatiche e realistiche;
– estremo realismo grafico (gli arredi sono quasi foto-realistici);
– la possibilità di aggiungere più oggetti nella stessa scena;
– la possibilità di camminare intorno all’oggetto (in arrivo nei prossimi mesi con il lavoro su Project Tango);
– la possibilità di personalizzare gli arredi (in arrivo nei prossimi mesi, importantissimo per Area D. ed HomePlaneur);
– le attività di Ricerca & Sviluppo sul fronte della Realtà Virtuale (Oculus Rift, Htc Vive per esempio) e della nuova Realtà Aumentata basata su ologrammi o proiezioni tridimensionali (Hololens, Magic Leap ed altri visori in arrivo).

Vogliamo quindi sognare un pochino? (attenzione che quello che descriviamo non è un sogno, è realtà prossima!).

Indicativamente potremmo essere nel 2018 (o poco più avanti), e un Consumatore sta valutando di acquistare dei nuovi arredi per una stanza.
Con il proprio smartphone con tecnologia Tango acquisisce un modello 3D completo della propria stanza (un rilievo misuro automatico in sostanza), sul portale HomePlaneur.com (o direttamente nella app di iStaging) sceglie dei modelli di proprio gradimento e li configura per dimensioni, materiali, colori, accessori.
Poi (a seconda della location in cui si trova) può valutare se visualizzare l’ologramma di questi nuovi arredi direttamente all’interno della stanza in oggetto (Realtà Aumentata, AR), oppure (magari se la stanza in oggetto ancora non esiste) può visualizzare la proiezione in 3D di stanza ed arredi escludendo alla propria vista la realtà circostante (Realtà Virtuale, VR).
Poi potrebbe valutare di visitare uno showroom fisico, nel quale troverà degli arredi reali e degli ologrammi, e se vorrà potrà interagire con una persona fisica, con un robot, oppure con un avatar (in pratica un robot guidato da una persona fisica remota); oppure potrebbe valutare di visitare uno showroom fisico remoto usando egli stesso un avatar e percepire lo spazio circostante grazie alla Realtà Virtuale (Dora Platform per esempio).
Infine potrebbe decidere di acquistare in showroom, online, oppur in-app…sembra solo un po’ futuristico ma in realtà, questo Consumatore continuerebbe ad esercitare il più grande potere in dote ai consumatori: “scegliere“, ed è questo il motivo per cui tutto questo diventerà realtà, perchè il cliente potrà scegliere.

Ecco quindi la distribuzione di arredamento del futuro.
Area D. non può farcela da sola, in fondo siamo una piccola azienda della provincia italiana. Al tempo stesso, se il mercato globale impone delle sfide impegnative per una piccola impresa, ecco che il mercato globale offre anche delle grandi opportunità…e la brianzola Area D. e la taiwanese iStaging insieme possono tramutare in realtà questa visione.

Qual è secondo voi il ruolo che lo strumento Realtà Aumentata può assumere nella distribuzione di arredamento?