Marketing: Outbound vs Inbound

Partiamo citando Guy Kawasaki: “Se hai più soldi che cervello devi concentrarti sull’Outbound Marketing; se hai più cervello che soldi, devi concentrarti sull’Inbound Marketing“.

Ok, è evidente che stiamo parlando di marketing, ma prima ancora di sapere cosa rappresentino “outbound” e “inbound”, ecco che nessuno ama pensare di avere “più soldi che cervello“; e poi potrebbe esserci chi ha sia tanto “cervello” che tanti “soldi“.
Quindi sappiamo già che (secondo Kawasaki e tante altre menti illuminate) è meglio fare “inbound marketing”, in ogni caso; di più (anche immaginando di avere importanti risorse economiche a disposizione) è evidente che la finalità di ogni impresa è proprio quella di usare il cervello proprio al fine di massimizzare il ritorno economico.

Cosa sono quindi “outbound marketing” e “inbound marketing”?

L’outbound marketing (o marketing tradizionale) è una delle “4 P” che noi vecchietti abbiamo studiato all’università sul mitico Kotler:  Product, Price, Place, Promotion…e “promozione” possiamo semplificarlo in “pubblicità” (pur essendo un concetto più ampio della stessa).
Outbound marketing è in fondo la cara vecchia pubblicità su radio, TV, giornali, riviste, mailing, sponsorizzazioni. In fondo la strategia tradizionale outbound la si può riscontrare anche in forme di distribuzione digitale come invio di newsletter, pubblicità attraverso banner, in parte il pay-per-click e certamente ogni iniziativa “push” che possa anche solo avvicinarsi allo spam.

L’inbound marketing è basato invece sulla creazione di contenuti qualitativi che (anzichè “spingere” un prodotto/servizio) riescano a “tirare” le persone verso l’azienda ed i propri prodotti, in modo fluido e naturale proprio perchè queste persone “vogliono” essere attirate. Coordinando i contenuti sviluppati con gli interessi del cliente si riescono ad attrarre in modo naturale sia interesse qualificato che traffico in ingresso (da qui il termine “inbound”); questo traffico può essere poi trasformato in clientela, auguratamente soddisfatta nel tempo per massimizzarne il ritorno in base al costo di acquisizione.

a superiorità dell’inbound marketing è ormai una tendenza mondiale conclamata: nei prossimi articoli scopriremo il perchè di questa superiorità, e confronteremo diverse iniziative pubblicitarie tradizionali (anche online) con approcci evoluti di inbound marketing (scoprendo perchè lo si può anche chiamare “content marketing”).

Cosa ne pensate?
Questi approcci sono generali o funzionano meglio in alcuni settori piuttosto che in altri?
Il settore arredamento si presta a questa evoluzione? Come differisce da altri settori?

Buon lavoro e a presto.