La frase più odiosa: "è impossibile"

Veramente non so se è la frase più odiosa, o solo la più stupida.

Certo è che il sottoscritto “arriva tardi” nell’autorevole gruppo di coloro i quali vedono come fumo negli occhi il sentirsi dire “è impossibile” (e attenzione, lungi da me ogni ipotesi di confronto con i nomi che vado a citare…ma come diceva Newton bisogna pur salire “sulle spalle dei giganti“).

Abramo Lincoln: “Decidete che una cosa si può, e si deve fare, e troverete il modo“.
Henry Ford: “Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile“.
Annibale (il mio preferito!): “O troveremo una via o la costruiremo“.

Abramo Lincoln si riferiva alle opere pubbliche negli Stati Uniti del 1848, Henry Ford si riferiva all’industrializzazione…quel “folle” di Annibale si riferiva alla possibilità di attraversare le Alpi con un esercito di 100.000 soldati (e i famosi 37 elefanti).

Personalmente (nella mia lucida “follia“) mi riferisco alla distribuzione di arredamento, ambito nel quale amo cercare di guardare avanti (piccola cosa ovviamente rispetto alla portata delle imprese altrui).

Quante volte in questi anni mi sono sentito dire “non si può“, oppure “è impossibile!“…

Nel 2008 era “impossibile vendere mobili online, l’arredo va visto e toccato“: fatto; da tempo nessuno lo mette più in dubbio come strumento di business.
Nel 2010 era “impossibile vendere arredi componibili online, un conto tavoli e sedie, ma i mobili componibili sono un’altra cosa…“: fatto; pochi lo sanno ma i fatturati veri (e difendibili) stanno negli arredi complessi (indipendentemente dalla categoria merceologica).
Nel 2012 era “impossibile vendere cucine online, un conto una libreria o un armadio, ma la cucina è un’altra cosa…troppe varianti“: fatto; certo non riusciamo a gestire alcune casistiche progettuali e ci sono mille cose da migliorare, ma la vendita online di cucine componibili è ormai una realtà.
Nel 2014 era “impossibile conciliare le esigenze dell’online con quelle dei negozi“: fatto; bastava iniziare a vedere Web e Retail non come canali distinti bensì come “strumenti” al servizio del canale “consumer“, ed ecco ArredaSystem.

Cosa sarà “impossibile” nel 2016?
Nel 2016 è possibile evitare di accorpare tutte le forniture in un unico magazzino centralizzato, riuscendo comunque ad effettuare una consegna unica ai clienti che acquistano arredi di fabbriche diverse: è possibile con ACManager, un software online sviluppato di Area D. per gestire i flussi informativi fra i diversi attori della filiera (fabbriche, trasportatori, clienti finali, addirittura agenti e rivenditori).
Nel 2016 è possibile avere un negozio di arredamento con un solo arredatore / venditore, in grado però di accogliere e servire più clienti simultaneamente: è possibile con il modulo Store di ArredaSystem, un approccio di digital retail applicato alla distribuzione di arredamento.

E cosa sarà invece “impossibile” nel 2020?

Nel 2020 la Catena del Valore sarà ormai totalmente frammentata: informazione, progettazione, transazione, logistica saranno fasi eventualmente integrate ma più frequentemente distinte.

Nel 2020 il 3D, la Realtà Aumentata e la Realtà Virtuale saranno “intorno a noi: gli showroom uniranno “reale” e “virtuale” e una nuova tipologia di content sostituirà degli spazi espositivi ormai obsoleti ed inefficienti (ma per capirci i negozi di mobili continueranno ad esistere).

Nel 2020 non ci sarà distinzione fra online e offline, e assisteremo i clienti finali grazie all’intelligenza artificiale e alla robotica; i robot saranno autonomi per certe funzioni e controllati da operatori remoti per altre, e permetteranno ai clienti di visitare “fisicamente” uno showroom dall’altra parte del mondo (con l’aiuto della Realtà Virtuale lato “client“).

Nel 2020 la distribuzione online sarà piuttosto “concentrata“, il Retail  sarà pur sempre “frammentato“, ma di sicuro ci saranno molti meno negozi, molti meno agenti, e nessun catalogo cartaceo (i campionari di materiali e finiture hanno più futuro).

Impossibile!?

Nel 2020, anno più o anno meno…comunque prima di quando avreste detto essere “possibile“, e certamente con altre “novità” che oggi non riesco a intravedere.