2017 e Distribuzione di Arredamento

Sono relativamente giovane, ma nel 2017 raggiungerò i 20 anni di attività nel settore arredamento.


UN PERCORSO

Fino al 2000 la mia massima “aspirazione” per comunicare l’attività famigliare di distribuzione di mobili era concepire un spot radiofonico efficace; fino al 2003 il Web è stato un “accessorio“, un “giochino, poi abbiamo iniziato a fare sul serio.

Nel 2006 scelsi di fermare ogni iniziativa di comunicazione tradizionale perchè grazie al Web c’era “troppa gente in negozio…sembra impossibile con la mentalità di oggi (dopo 8 anni di crisi economica strutturale e pianificata), ma è andata proprio così.

Nel 2008 ho fondato Area D. per “vendere mobili online, non era una strategia particolarmente raffinata vero!? In realtà avrei voluto “cambiare la distribuzione di arredamento“, ma non sapevo da dove iniziare.

Allora sono uscito dalla distribuzione tradizionale. Transitoriamente.

Nel 2011 ci siamo detti che il futuro della distribuzione sarebbe stata l’integrazione fra Web e Retail, ed abbiamo iniziato a lavorare in questa direzione.

 

LA DISTRIBUZIONE OGGI

Solo a partire dal 2014 si è iniziata a sentire/leggere in giro la parola “multicanalità“, poi dal 2015 il concetto di “omnicanalità“, idee ed approcci interessanti, utili, che riempono paginate di articoli ed interventi ai convegni.
Termini ormai vecchiotti che nascondono una verità affascinante e scomoda.

E’ sbagliato ragionare per “canali“, pensando al “Tradizionale” e al “Digitale”. Certamente rimane la distinzione fra il canale “Contract” ed il canale “Consumer“, ma nel canale Consumer esistono semplicemente “strumenti tradizionali” e “strumenti digitali, per altro necessariamente integrati strettamente per costruire un vantaggio competitivo difendibile.

In questo senso la distribuzione “Omnicanale” è già superata…non parliamo della Distribuzione Online che sta andando in pensione o della Distribuzione Tradizionale che è come un dinosauro del Cretaceo (niente di che…si estinse il 76% delle specie viventi).

L’unica strategia distributiva che può sopravvivere e prosperare nei prossimi anni è la Distribuzione Digitale, una nuova distribuzione evoluta che dominerà il proprio habitat nei prossimi decenni.

…E DOMANI PER L’ARREDO?

Ammetto, per l’arredo è tutto più difficile.
Nel ’97, il 2° giorno di Economia Aziendale in Bocconi, si parlò di arredamento come classico esempio di “bene problematico“: questo ha in qualche modo “difeso” la Distribuzione Tradizionale dall’essere scardinata (“disrupted” per usare l’anglicismo)…ma nel 2017 Amazon compirà 22 anni, e ha in programma di aprire 2.000 negozi fisici negli Stati Uniti nei prossimi 10 anni!

Distribuzione Digitale, basata sull’integrazione fra Web e Retail (ho un deja vu).

Possiamo guardare ancora più avanti, e cito un concetto già apparso su LinkedIn nel corso di questo 2016: “non c’è alcuna strategia digitale, solo una strategia in un mondo digitale“.
Oggi il payoff di Area D. (la mia personale definizione di quello che facciamo oggi e faremo nel 2017 e nei prossimi anni) è “distribuzione (digitale) di arredamento“, ma quelle parentesi intorno a “digitale” indicano la transitorietà della parola: oggi parliamo di Distribuzione Digitale, fra non molto parleremo solo di “Distribuzione, perchè non ci sarà altra via.

Continueranno ad esserci i negozi, gli agenti, gli arredatori, i venditori, le fiere?
Assolutamente sì.
Saranno tanti quanto oggi e avranno le caratteristiche di oggi?
Assolutamente no.

CHE LAVORO FACCIO?

Nel 2008 sono uscito dalla Distribuzione Tradizionale per entrare nella Distribuzione Online.
Dal 2011 ho intrapreso un percorso dalla Distribuzione Online verso la Distribuzione Digitale.
Dal 2020 penso che mi occuperò nuovamente “solo” di Distribuzione di Arredamento, magari quando mi verrà chiesto “che lavoro faccio” risponderò come facevo a fine anni ’90 appena iniziata l’università.

“Piacere, mi chiamo Andrea. Vendo mobili”.